lunedì 1 febbraio 2010

Smell Like a Spirit

Mio Dolce Amore,
ho atteso nuovamente il tuo ritorno.

Questa volta non sono riuscita ad entrare nella stanza,
l'ho atteso all'esterno, alla nebbia dei miei intenti.

La brina ha dapprima gelato le mie dita
e rivoli di neve le hanno contornate
per creare vezzi unici ed ipnotici.

La disarmonia ha preso poi il sopravvento
come lo stadio finale di uno stato di dipendenza.

Allucinazioni hanno accompagnato il mio divenire,
soavemente la tua musica ha cullato la mia notte.

Intorpidita mi sono lasciata andare a ciò
che inevitabilmente si sarebbe mostrato.

Ho messo a nudo la mia Anima per renderla
ricettiva e vuota,
qualora tu avessi voluto immergerti in essa
e lasciare dentro di me un tuo sospiro.

Alla notte è successa l'alba.

I miei occhi si sono stretti alla vista del sole,
il ghiaccio s'è sciolto bagnando le mie gambe,
rabbrividendo la mia pelle.

Il cuore ha ripreso a battere dopo un lungo attimo,
e l'Anima ha scelto di riprendere le poche cose
di cui si era disfatta, noncurante.

Ho così legato i miei capelli corvini al tuo nastro rosso,
coperto le mie spalle con la tunica nera
e alzato il cappuccio protettore degli sguardi altrui.

Era solo il tuo che avrei voluto incrociare,
nessun altro.

Rimane una rosa nera sull'ultima scala
di bianco marmo,
simbolo di bellezza e purezza nel suo essere bocciolo,
di immensità e virtuosità nel suo fiorire,
di morte e inconcludente affanno nel suo sfiorire.

Sono tutti stadi che attraverseremo,
una porta che dovremo comunque aprire
e una volta chiusa non potremo arretrare.

Qui posso fermare il tempo,
ancora una volta.

Continuo ad attenderti
e non so se v'è più dolore nel mio vagare
o nel ricordo del tuo profumo.

venerdì 29 gennaio 2010

Essere strani, a volte

Sembra che il cuore mi stia per scoppiare, eppure non so perché.
Quando sono partita c'era ancora il sole, e anche se faceva molto freddo, anche se la luce aveva già cominciato a morire nonostante fosse primo pomeriggio, per un attimo ho creduto di guardare un venerdì di settembre.

Adesso sta nevicando, inaspettatamente, così la notte ha preso un altro odore e un altro colore, e a me dispiace tanto di continuare a camminare. Vorrei fermarmi per non sporcare la neve con le mie impronte, o vorrei essere senza peso per camminare su di essa senza lasciare le mie tracce.
Ma forse ne scenderà abbastanza da coprire il mio passaggio.
Mi dispiace di continuare a camminare, ma non voglio fermarmi.
Torno a guardare il mare, a sentire gli schiaffi del vento sulla faccia, il suo soffio nelle orecchie, le sue grida nell'anima.

Passeggiando pensavo a tante cose... all'infanzia perduta (anche se in fondo l'infanzia non si perde, si dimentica soltanto...)

alla paura che ho dell'acqua torbida

ai giochi dimenticati

alle nuove storie che mi raccontano i posti abbandonati

alle onde di seta sotto un sole velato, appena nato, che sta aspettando il suo mese per poter sbocciare...

Ogni tanto mi manca il respiro, eppure non so perché.
E ogni tanto sembro melodrammatica, anche se in realtà sono felice come mai prima nella mia vita.
E' bello essere strani, a volte...

sabato 16 gennaio 2010

Vuoi?

Eccomi finalmente.
Oggi il mondo ha voluto un po' del mio tempo, e non ho potuto fare a meno di accontentarlo, ma ora sono qui, tra le tue braccia, di nuovo, anche se per poco.
Aspetterò la mezzanotte e poi mi alzerò, e tenderò la mano verso di te per aiutarti a fare altrettanto.
Fa freddo fuori, spero che tu abbia con te degli abiti pesanti, amore mio. Se non li avessi non temere, ti presterò i miei.
Un Nero Poeta che tanto amo, mi ha detto che la follia è come un abito che a volte quando indossiamo, ci scivola perfettamente addosso come se fosse stato fatto apposta per noi. Io credo di avere solo abiti così, e per te che sei una parte di me credo che andranno bene. La taglia è quella giusta, mi auguro che lo saranno anche la loro consistenza, e il loro colore, e il loro odore.
Ma prima di uscire parleremo, una accanto all'altra, i nostri capelli mescolati insieme a creare innaturali e meravigliose sfumature, le dita intrecciate a fare di quattro due sole mani.
Solo dopo, e solo se vorrai, lasceremo sul cuscino le impronte calde dei nostri corpi, mentre il fuoco si estinguerà, e partiremo.

Tempo addietro mi hai detto che questo posto ti era piaciuto, che aveva suscitato in te emozionanti fantasie e così, voglio portarti proprio qui, nella "mia" città fantasma, mia perché vorrei mostrartela coi miei occhi, raccontandoti una storia che essa stessa mi ha sussurrato un anno fa.
E' una storia di peccati e tradimenti, per la peccatrice e la traditrice che ci sono dentro di me, che chiedono la loro parte, che vogliono la loro voce.
Una storia che spero mi aiuterai a completare con le tue visioni, con il tuo modo di raccontare che tanto amo...vuoi?

Buongiorno Amore.


Ho steso mille e mille candele.
Ora non c'è più il buio che prima ci avvolgeva.

Ti sto aspettando non curante
delle ore che trascorrono lentamente,
mentre assaporo l'idea di averti nuovamente
fra le mie braccia.

E voglio ascoltare tutti i tuoi viaggi
e tutte le tue esperienze
e voglio farne a mia volta esperienza e viaggio.

Voglio accarezzare la tua pelle
mentre ti perdi nei ricordi.

Sorridere e piangere nello stesso momento.

Ho voglia di te e del tuo sapore.

mercoledì 13 gennaio 2010

Questa è una partita persa

Tutti dovrebbero saperlo, che per prendersi il mio cuore, si devono necessariamente prendere anche la mia follia...


perché non è proprio raro, che io mi beva il cervello...(hahaha)


ma poi, in fondo, non è sempre così?
Puoi avere tutti gli assi nella manica che vuoi, puoi provare a respingere l'amore finché ti pare e sembrare convinto nel farlo, ma alla fine il cuore vince sempre.
Anche (e soprattutto) sulla ragione...